Mostre

NATURE.MORTE

Mostra collettiva delle opere di Gabriel Ortega, Eve Letizia, Davide Genna, Julia Kompaniets, Lucia Dibi, Daniele Gollia, Babak Monazzami, Daniele Pilittu e Pavel Chmelev.

Inaugurazione: 18 aprile dalle ore 18.00 ale 21.00
Mostra in corso: dal 19 aprile al 1 giugno
Ingresso libero

PA.NOVA Gallery Milano
via Palermo, 11

Orari di apertura:
Lunedi-Venerdì: dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Sabato, Domenica: su appuntamento

La nuova mostra della PA.NOVA Gallery, festeggia il culto della Natura Morta ed esplora come i diversi artisti del 21esimo secolo hanno rinvigorito la natura morta e le hanno dato un nuovo senso filosofico al termine nei loro lavori.

La mostra «NATURE.MORTE» è, prima di tutto, una conversazione e una riflessione della natura, viva e morta così come la storia della persona moderna che fa la parte della natura e nello stesso momento un ruolo distruttivo che un essere umano rende per natura durante l’attività quotidiana. È un tentativo particolare di riconciliare la bellezza naturale e un’immagine della persona moderna in scultura, fotografia, pittura e video installazioni.

Da un lato la rappresentazione della natura nella sua magnificenza e bellezza naturale su tele impressionistiche di Eva Letizia, le sculture ironiche di Gabriel Ortega, i disegni realistici di Daniele Pitittu, foto illustrazioni pop art di Lucia Dibi, installazioni in carta e legno delicate e raffinate di Kylie Ogrady; sull’altro, – anime perse e le facce distorte di fotografie di Yulia Kompaniyets, Daniele Golia e Pavel Chmelev, la società 2.0, ovvero l’influenza dei social media e comportamenti derivati sulle canvas di Andrea Rossi, i lavori di fotografia surreali di Babak Monazzami, – come se siano uniti sulla mappa mondiale dai filtri di sigaretta, l’installazione di Davide Genna.

La natura morta o le nature morte, è stata un soggetto costante in ogni parte nella storia dell’arte, il suo significato però cambia durante tempo. Come un genere indipendente di pittura, la natura morta entrò in scena durante la metà del diciassettesimo secolo quando il termine fiammingo “Stilleven” prima venne utilizzato per esser applicato a dipinti a olio caratterizzati dalla loro concentrazione stretta su un assortimento di oggetti che si trovano su una superficie piatta.

Riunisce quadri di natura morta di approccio storico e i lavori artistici contemporanei che cercano di usare la lingua del passato per preoccupazioni moderne. La mostra cerca di illustrare come gli artisti del 21esimo secolo rinvigoriscano la natura morta, un genere che era dominato dalla “Vecchia Guardia” e che caratterizzava il sedicesimo – e il diciassettesimo secolo.

La mostra esporrà lavori dai temi tradizionali della natura morta: flora, fauna, l’oggetto interno, il cibo e la vanitas. La mostra esplora i temi senza tempo della vita, della morte e del passaggio irrevocabile del tempo, in questi nuovi lavori per il nostro mondo moderno; i materiali illustrativi che ci invitano a fermarci un momento e riconsiderare quello che si intende essere umano.




TOSCANA DOC

Inaugurazione: 13 Febbraio 2019. Dalle ore 18.00 Dalle 21.00 con live performance di L.A.S. (Laboratorio d’Arte Sperimentale) Opere di Zizi Smail, Fabio Maestrelli, Roberto Giansanti, Giacomo Bonazza e Walter Bartolucci a Milano per la prima volta.

Dal 14 Febbraio al 14 Marzo. Ingresso libero. PA.NOVA Gallery Milano via Palermo, 11

Il progetto culturale «TOSCANA DOC» guiderà i visitatori attraverso una corsa che si unisce opere d’arte degli scultori Toscani e i vini della rinomata Cantina Betti.

Entrambi, l’arte e il vino, sono le caratteristiche affermati nel mondo della ricca e prosperosa regione di Toscana,

riscoprendola nelle sue forme numerose, colori vivaci e gusti moltiplici. L’intenzione è quella di trovare la bellezza di nuovo, riunendo amanti d’arte per apprezzare i capolavori di scultori Toscani sorseggiando un bicchiere di vino Toscano eccellente, in modo per farlo curiosi di investigare la perfezione di forme delle sculture accompagnati con il gusto eccellente di vini eccezionali.

La filosofia di mostra «Toscana Doc» è basata sulla promozione dell’arte Toscana, sottolineando il filo rosso che durante i secoli ha legato il vino alla cultura.

Il rapporto è reciprocamente benefico: queste creazioni artistiche mostrano la capacità improbabile dei scultori toscani, e un bicchiere di vino può spesso aiutarci a capirli!

“Toscana Doc” è un piccolo viaggio per gli ospiti della mostra che li transferisce sulle colline di Toscana e immette nell’ atmosfera calda e solare della famosa terra del arte e vino, nel profondo inverno Meneghino nel cuore di Brera, nella PA.NOVA Gallery.




Mostra collettiva dal 12 Dicembre 2018 al 12 Marzo 2019
a PA.NOVA.GALLERY

Milano, via Palermo 11
Ingresso libero

pa.NOVA.gallery presenta laprima mostra di sculture, quadri e collage «CROPPED.CORPO».

I lavori di artisti internazionali giovani, sculture dI marmo dell’ artista Mia Castro, collage dell’ artista russo Anton Parfenov, lavori in legno e metallo dell’ artista Gabrilele Mosti e disegni in bianco e nero grafite, pastello e carboncino su carta sono esposti all pa.NOVA. gallery dal 12 Dicembre 2018 al 12 Marzo 2019.

Cosa unisce questi lavori diversi tra di loro, fatte con le tecniche più disparate, in generi diversi? Le parti di monocromi corpi femminile dipinti da Silvio Giannini con meticolosa precisione e un realismo disarmante, la statue di Venera tagliata e riconnessa con i bastoni di metallo da Mia Castro, i crani preistorici degli animali poco riconoscibili che sono tagliati nel marmo, dal bianco e nero del disegno ai collage colorati di Anton Parfenov, le parti separate di corpi umani incatenati a pareti fatti in terracotta da Gabriele Mosti?

Medioevo, la Seconda guerra mondiale o una Nuova rivoluzione? No, l’azione è sviluppata qui adesso, nel 21esimo secolo…

I mostri terribili, le chimere, gli scheletri e gli esseri estranei appaiono allo spettatore: il mondo è andato a pezzi, il mondo è stato preso da una nuova peste, media e Internet. Anche i ritratti femminile dipinti con la precisione fotografica sono piene di spirito decadente che mostra la tragica condizione dell’uomo contemporaneo, che vive in una interminabile “notte del mondo”, talmente buia da non permettere più a nessuno di capire di star vivendo nell’oscurità.

I flash dei titoli delle riviste, corsa precipitosa nella grafica monocromatica del disegno nero-e-bianco, i corpi femminili che hanno perso la loro integrità, le parti di ceramica di un corpo danno segni goffi di vita, i crani di marmo hanno sopportato l’attesa per rinascimento della vita. Tutti i lavori come se siano staccati dall’interno: gli echi patetici di una anima e gli scheletri di tutto l’ essere umano con la volontà di uscire e rivivere.

Il mondo a pezzi e’ la visione che ci appare: il mondo in cui la persona cessa di reagire, dove le provocazioni, gli slogan e la morte diventano l’ordinario, e la persona – la bambola di plastica che sorride per la macchina fotografica per un selfie.

Il mondo sintetico, virtuale da dove tutte le comunicazioni sono divise, e del’ homo sapiens rimane solo nella sua caverna primitiva dove desidera solo il «pane e vino».

Il mondo non di consumismo, del’ assorbimento, ma del «cannibalismo del’ informazione» del 21 secoli con tutti i suoi effetti collaterali disgustosi: una razza dietro il potere, la gloria, i soldi, la gioventù e la bellezza in qualsiasi modo e a qualsiasi prezzo.

Il mondo diviso, politicamente, economicamente e socialmente dove l’umanità e il buonsenso rimangono solo quadri di roccia, uno scheletro, l’atavismo …